Novità per la fatturazione dei lavori eseguiti per le Amministrazioni Pubbliche

Tanto per semplificare la vita a chi lavora con le Amministrazioni Pubbliche, e quindi anche a noi traduttori “fornitori” dei Tribunali, la Circolare n. 22439/2014 del  Ministero della Giustizia  detta le procedure definitive connesse alla fatturazione elettronica che sono in via di subentro alla attuale fase transitoria, operativa fino al 30.09.2014,

La Cancelleria del Tribunale gentilmente informa tramite mail tuttti i CTU, fornendo le seguenti spiegazioni:

 1) NECESSITA’ DI PREDISPORRE L’ISTANZA DI LIQUIDAZIONE IN FORMATO ELETTRONICO ATTRAVERSO IL SERVIZIO ON – LINE DELL’ISTANZA WEB

 Trattasi della novità più rilevante per l’utenza, consistente in sostanza nella necessità di predisporre anche l’istanza di liquidazione in formato elettronico attraverso il servizio on line presente sul sito del Ministero della Giustizia, secondo le modalità indicate nella circolare. All’uopo si indica il relativo link dal quale procedere alla registrazione ed all’invio dell’istanza web: https://lsg.giustizia.it/

 Tale istanza verrà poi importata dall’Ufficio e lavorata attraverso l’applicativo SIAMM 2.0.

 Come indicato nella circolare (Pag. 8) ciascun utente (CONSULENTI – VPO ED AUSILIARI CON ESCLUSIONE DEI GESTORI TELEFONICI PER I QUALI E’ PREVISTA UNA PROCEDURA AD HOC) potrà poi verificare lo stato di avanzamento della liquidazione e nel momento in cui visualizza il provvedimento lordo esecutivo può predisporre la fattura elettronica secondo le modalità indicate nella circolare . Alla presente si allega comunque anche il manuale per predisporre l’istanza web pubblicato sul sito del Ministero della Giustizia (V. in alto a destra sul link indicato “GUIDA ALL’USO”)

 2) TRASMISSIONE DELLA FATTURA ELETTRONICA

 Dalla lettura della circolare pare identica la trasmissione della fattura elettronica che l’utente dovrà inviare per il tramite della piattaforma SDI con l’unica variazione del codice univoco IPA sotto specificato

IMPORTANTISSIMO:

Dal 30.09.2014 alla fattura elettronica dovrà essere associato il NUOVO codice IPA PREDISPOSTO APPOSITAMENTE PER LE SPESE DI GIUSTIZIA

Aggiungo alcuni link utili all’approfondimento della questione.

Brochure per i fornitori delle PA:    http://www.fatturapa.gov.it/sdi/comunicazione/Brochure_FatturaPA.pdf

Fatturazione elettronica:   http://www.fatturapa.gov.it/export/fatturazione/it/index.htm

Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA):  http://www.indicepa.gov.it/documentale/index.php

La normativa di riferimento è  il  DECRETO LEGGE 8 APRILE 2013, N. 35, al cui articolo 7 bis sono previste le regole per la compilazione dei vari modelli nonché le  MODALITÀ DI TRASMISSIONE DEI DATI, le  ISTRUZIONI OPERATIVE e le REGOLE TECNICHE PER LA COMUNICAZIONE DEI DATI RIFERITI A FATTURE (O RICHIESTE EQUIVALENTI DI PAGAMENTO).

In bocca al lupo a tutti!

Come un pennuto accidentalmente entrato dalla finestra generò un *Dialogo “a lo loco”* tra madre e figlia

FATTO AVVENUTO IN SANTO DOMINGO, addì 16 settembre 2014 attorno alle ore 19

Premesso che:

1- Non ho una particolare propensione per i pennuti, anzi direi che mi fanno abbastanza ribrezzo.

2- Nel giardino condominiale del mio amico Solano vivono allegramente stormi di cinguettanti pappagalli che, fin quando se ne stanno fra i rami dei flamboyanes, che ci stiano pure…

3- L’appartamento del mio amico è al settimo piano e ha un salone con vetrate su due lati opposti.

4- Ho abitato per un certo tempo nel suddetto appartamento.

5- Un pappagallo ha pensato bene di entrare proprio lì.

Ciò premesso,

abbandono lo stile legalese e riporto alla lettera il dialogo intercorso su whatsapp fra una me schifata dalla presenza del volatile e la mia pennutofila figliola.

DIALOGO:

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mariantosantodom: Mi è entrato in casa dalla finestra. Mi fa schifissimooooooo
Elena: Un Rio! È cosi carino
mariantosantodom: È entrato da un lato e ha sbatturo una capocciata contro la vetrata chiusa dell’altro lato. Mi pare un po rinco. Gli dico vai via e lui sta li tranquillo. Ora vomito.
Elena: Prova a dirglielo in spagnolo: Aléjate
mariantosantodom: Non funziona

Elena: Ma è cosi grazioso
mariantosantodom: Cammina per tutta la stanza
Elena: Dai prova a prenderlo
Elena: Dagli un pezzettino di mela
Elena: Sembra così tenero
mariantosantodom: Mi fanno schifo gli uccelli
Elena: Non spaventarlo,  ha il cuore piccolo gli viene un infatti
Elena: Infarto
mariantosantodom: Mi viene prima a me
Elena: È carino, se te lo metti su una spalla fa anche compagnia
Elena: Dai mica è un piccone
Elena: Piccione
mariantosantodom: Uffa
Elena: È di quelli che si affezionano
Elena: Prova con la mela
mariantosantodom: Ora è sotto un divanetto
mariantosantodom: Non ho mele
Elena: Banane
mariantosantodom: Speriamo che arrivi presto Solano
Elena: Melone
mariantosantodom: Banana sì
Elena: Fagliela a pezzettini
mariantosantodom: Io lo voglio cacciare via, non invitare a cena!
Elena: Si chiamerà Cipì
mariantosantodom: Ora mi chiudo in camera
Elena:  scema gli fai il percorso di banane fino in balcone
Elena: Dai è innocuo
Elena: Ha più paura lui di te
mariantosantodom: Non c’è un balcone, solo vetrate
mariantosantodom: E il coglione deve volare per uscire
Elena: È un cucciolo
mariantosantodom: In quanto tale poteva entrare al secondo piano invece che al settimo?
 Elena: È uno che vola alto
 mariantosantodom: :-(((
Elena: Non gli si può mica dire fly down!

mariantosantodom: Ora e sotto il divano con la faccia al muro.

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Elena: Piccino

mariantosantodom: Deve aver battuto una craniata mica male
Elena: Povero
mariantosantodom: Vorrei prenderlo e lanciarlo dal balcone ma non riesco mi fanno schifo le piume
mariantosantodom: Dalla finestra pardon
Elena: Accertati che sappia volare sennò lo uccidi poverino
Elena: Appoggialo
Elena: Le piume sono morbidissime
mariantosantodom: Sa volare sì, sennò come arrivava quassù? in elicottero?
mariantosantodom: E entrato volando come un uccello
Elena: La testata magari ha influito sulla sua volatilità
Elena: Poi sennò devi fare i conti col karma
mariantosantodom: Guardalo sembra in gastigo
Elena: Castigo
Elena: Somara
Elena: Dai basta allungare un braccio, povero
Elena: Sei troppo distante io l’avrei già su una spalla
Elena: Sono morbidosi
mariantosantodom: Risolto
Elena: L’hai ucciso?
mariantosantodom: E arrivato Solano l’ha preso e liberato. È volato via
Elena: 😉
mariantosantodom: Macché ucciso. L’ ha preso per benino
Elena: Solano è ancora vivo,  hai visto?
Elena: Povero Cipì, con me avrebbe vissuto meglio
Elena: Già mi manca
Elena:   😦
mariantosantodom: Gli ha beccato un dito a Solano!

Un anno fa

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Il 5 maggio non è una data storica solo per la dipartita di Napoleone.

Il 5 maggio è anche il giorno della mia dipartita non da questo mondo (ovvio, se son qui a scrivere…) ma dal mondo del pubblico impiego di cui mi sono sentita prigioniera per mezza vita lavorativa. Qualcuno mi ha detto che ho avuto più coraggio di Napoleone – tanto per restare in tema – a lasciare il certo per l’incerto, di questi tempi. Sarà anche vero, ma era questione di sopravvivenza. Mentale, intendo.

Non si sputa nel piatto in cui si mangia, ok, ma visto che non ci sto mangiando più, ci posso anche vomitare.

Sarà che ho avuto una sfortuna particolare a capitare in un brutto ambiente, sarà che sono strana io, ma sopportare ottusità, inerzia, dequalificazione professionale e senso di assoluta inutilità per diciott’anni è stata dura. 

Avrei potuto “sfruttare la situazione”, approfittare delle “scappatoie” che sempre si trovano e uscire dall’amministrazione come “non idonea” e magari prepensionata.

NON IDONEA IO? A che?  A “non” fare il lavoro per cui ho vinto un concorso? Ma vogliamo scherzare?

PREPENSIONATA  a carico di chi paga una percentuale di contributi INPS spropositata a una cassa che mai restituirà quel che ha succhiato? NO, non fa per me.

Un sano e liberatorio licenziamento ha segnato dignitosamente  la fine di una stagione. 

Se ne è aperta subito un’altra. E siccome non so stare ferma, chissà che non se ne aprano  altre ancora.

Un Cinque Maggio di festa e un augurio per tutti: “Ad maiora”. 

Perizie di parte

Prendo spunto dalla domanda che mi ha posto oggi una collega, per affrontare un argomento che  non mi sembra essere stato finora trattato nell’ambito delle discussioni relative al *lavoro per il tribunale* o comunque connesso a procedimenti civili o penali. La domanda era: “Sono stata scelta come consulente di parte per rivedere una traduzione eseguita da un CTU. Come devo redigere la mia revisione? Che compenso posso chiedere?” Ecco, abbiamo sempre discusso sulle consulenze come CTU, cioè come consulente tecnico d’ufficio incaricato dal Giudice, e soprattutto sulla  miseria dei compensi 🙂 Ma oltre al  CTU esiste anche la figura del CTP (Consulente tecnico di parte). Vediamo di che cosa si tratta.

La consulenza giudiziaria può  prevedere l’intervento di professionisti che svolgono la propria opera non tanto per il giudice quanto per le parti in causa: il loro ruolo è detto consulente di parte (CTP). Il consulente tecnico di parte non è altro che un libero professionista, di regola operante in un determinato campo tecnico/scientifico, al quale una parte in causa -attuale o potenziale- conferisce un incarico peritale in quanto ritiene l’incaricato esperto in uno specifico settore. L’art. 201 c.p.c. prevede che « Il giudice istruttore, con l’ordinanza di nomina del consulente, assegna alle parti un termine entro il quale possono nominare, con dichiarazione ricevuta dal cancelliere, un loro consulente tecnico. Il consulente della parte, oltre ad assistere a norma dell’articolo 194 alle operazioni del consulente del giudice, partecipa all’udienza e alla camera di consiglio ogni volta che vi interviene il consulente del giudice, per chiarire e svolgere, con l’autorizzazione del presidente, le sue osservazioni sui risultati delle indagini tecniche » In questo modo ciascuna parte in causa, di fronte alla nomina di un ausiliario tecnico da parte del giudice (il CTU infatti aiuta il giudicante nella risoluzione di problemi tecnico/scientifici ai fini della decisione della controversia), può essere difesa in modo appropriato in ragione della specificità delle osservazioni che il CTU, auspicabilmente, porterà all’attenzione dell’organo giudicante. Il consulente di parte assume un ruolo fondamentale per la risoluzione di questioni che, sempre più spesso, dipendono da valutazioni di carattere tecnico molto precise, operando all’interno di un rapporto professionale completamente disciplinato dal diritto privato. Il consulente tecnico di parte, infatti, è sempre pagato dalla parte che lo nomina (la quale potrà, al limite ed in caso di vittoria in causa, recuperare le spese di causa tra le quali rientrano quelle relative al proprio consulente) ed ha diritto di essere compensato in relazione alla propria parcella professionale (se presente), ma anche in base ad una eventuale convenzione stipulata con il cliente. La nomina di consulenti di parte è una facoltà, e non un obbligo, delle Parti le quali possono partecipare sempre ad ogni esame ed operazione peritale in prima persona (se lo desiderano). Al contrario del consulente tecnico nominato dal giudice, il perito di parte non deve neppure prestare giuramento (come avviene per i CTU in una apposita udienza) e non è tenuto a motivare il rifiuto di un incarico perché tutto ciò rientra nelle sue piene facoltà.

Ciò detto, la stesura di una relazione peritale relativa a una traduzione, essendo questo il nostro caso, non è da intendersi come la *revisione* a cui siamo abituati, magari con le modifiche visibili e qualche commento esplicativo. Deve trattarsi di un vero e proprio documento in forma di relazione, per l’appunto, nel quale si indicano eventuali inesattezze, errori materiali e sostanziali, interpretazioni errate  della traduzione su cui su deve eseguire la consulenza, fornendo per ciascuno di essi la spiegazione del perché sono errori, cattive interpretazioni o altro, e dando la formulazione corretta. Esiste una specie di guida alla stesura di una relazione peritale, che per vostra conoscenza metto qui sotto:

Relazione peritale ok

Quanto al compenso, risulta chiaro che – dovendo esso  essere corrisposto dalla parte che nomina il perito – chiederemo la tariffa per cliente diretto che siamo soliti chiedere.

Lavoro in tempo di crisi

Quando il telefono tace da diversi giorni e poi finalmente suona e qualcuno ti dice che ha bisogno di te, non puoi essere che felice.

Ma il lavoro che mi è arrivato stamattina non mi ha reso contenta, anzi.

Un testamento presuppone sempre che *a monte* ci sia un de cuius, ma quando questo è una persona che conoscevi la cosa ti tocca di più.

Stephen, che riempiva Piazza San Michele di musica e danza, se n’è andato.

Vero è che non lo vedevo da un pezzo, ma pensavo che fosse tornato in Inghilterra. Invece no. È andato in quel cielo dove potrà ballare in piazza senza che i vigili urbani lo facciano sloggiare perché disturba.

Della sua vita parca resta un pezzetto di terra che ha lasciato a un amico e il suo testamento olografo, dai tratti minuti e aggraziati come le sue movenze di danzatore.

Dance in peace, Stephen.

Gli orizzonti si allargano, la Cina si avvicina

Legal_Chinese_1Il Centro Culturale Shaolin di Milano ospiterà il prossimo 20 aprile, nella sua sede di Via Teglio 11, il Primo Corso di Diritto Cinese comparato.
Siamo molto contenti che questa prima edizione sia patrocinata da un ente cinese molto ben radicato in Italia.
E siamo anche contenti che lo Studio Ferro-Mannoni debutti ufficialmente con un’iniziativa  nuova di zecca sullo scenario della formazione. Sappiamo bene che il mercato pullula di corsi di ogni tipo, ma qualcosa di così specifico mancava davvero e, dato il peso commerciale della Cina, ci è sembrato opportuno offrire una possibilità di avvicinamento alle normative di questo Paese, iniziando proprio dalla Legge cinese sui Contratti (nella versione in lingua originale e in inglese), analizzandone le peculiarità giuridiche e gli aspetti culturali e confrontandola con le nostre normative in materia. 

Prima FAQ: “Bisogna conoscere il cinese per seguire il corso?”

Il corso prevede la comparazione di tre sistemi giuridici nelle tre rispettive lingue (cinese-inglese-italiano) ed è quindi fruibile su più livelli, a seconda del background dei partecipanti. Fondamentalmente è consigliabile almeno una conoscenza di livello medio del cinese, ma possono trarre profitto dal corso anche coloro che, pur non conoscendo questa lingua, abbiano una buona formazione in ambito giuridico e  intendano ampliare le proprie conoscenze in materia di comparatistica, avviandosi alla scoperta del sistema giuridico della Cina. L’insegnamento è infatti impartito in lingua italiana, con continui riferimenti alla Legge cinese sui Contratti. 

Seconda FAQ: “A chi è rivolto il corso?”

Il corso è di natura trasversale, in quanto copre le esigenze sia di un pubblico orientato agli aspetti linguistici, sia di un pubblico orientato agli aspetti giuridici. Ne consegue che la fruibilità spazia da studenti di lingua cinese e cultori della materia, a traduttori in ambito giuridico, fino a operatori del diritto e operatori commerciali con aperture sulla Cina.

Il programma completo è visibile nella locandina.

Chi volesse saperne di più ci contatti via mail all’indirizzo

interpretariato.traduzione@gmail.com

o telefonicamente al numero 3474494834.

Tanto per darsi un po’ di arie…

Sabato scorso si è concluso il master breve in “Inglese giuridico per le aziede”  alla SSML di Pisa: tre giornate piene e *pesanti* che hanno richiesto tanto  impegno di qua e di là dalla cattedra…

Alla fine, però, siamo sopravvissuti egregiamente e i commenti che stanno arrivando sono proprio lusinghieri.

Allora, tanto per darsi un po’ di arie, eccone alcuni:

 

La nostra partecipazione attenta e attiva è stata la risposta alla passione e al “cuore” con i quali la prof ha condito le lunghe ore di therein, thereof etc…!

Grazie di tutto, anche per la foto

Cristina 

 

Cara Professoressa,

La ringrazio per le e-mail, non importa se la foto è mossa, basta avere il
ricordo…
E’ stato interessante lavorare insieme, Le faccio i miei migliori auguri per
la sua professione e i miei complimenti per l’entusiasmo che mette e trasmette
in ciò che fa.

Un caro saluto,
Fabiana

 

Buongiorno  dott.ssa la ringrazio io per la collaborazione! È stato un corso molto piaceve e gradito!

Aspetto suoi aggiornamenti e la foto.

 Saluti

Francesca

 

Grazie Dott.sa per tutti gli insegnamenti che ci ha trasmesso con entusiasmo e passione.

 Un motivo in più approfondire maggiormente gli studi in campo giuridico-aziendale, momentaneamente accantonato poiché bello tosto!
Un caro saluto e un grazie di cuore.
Marta

 

Gentile Professoressa,
grazie per la foto e la delucidazione!
Il corso è stato interessantissimo e personalmente ho imparato molte cose.
Aspetto sue notizie per la versione spagnola of “THE AFORESAID” e colgo l’occasione per mandarle i miei più cari saluti!

Francesco

Buongiorno Dott.ssa Ferro,

ringraziamo Lei per le lezioni e per l’interesse che, personalmente, mi ha trasmesso per questo settore di traduzioni.
Cordiali Saluti

Rachele 

Ciao 2012

Sottotitolo: Bilancio di un anno bisesto ma non funesto

bilancio

Se guardo il saldo del mio conto corrente mi vien da piangere.

Ma il mio metro non è quello. Preferisco inserire nelle voci del mio bilancio altri tipi di entrate e di uscite, umane più che monetarie, perché sono loro che fanno la differenza, almeno per me.

Il segno meno del mio conticino 2012 precede voci di per sé sostanzionse,  ma che da tempo volevo eliminare. E ce l’ho fatta. Per amor di patria taccio sulle cose su cui ho messo una croce quest’anno. Chi mi conosce sa chi/che cosa mi sono scrollata di dosso.

Il segno più precede i rapporti consolidati e le poche ma buone new entries che compensano abbondantemente e soprattutto qualitativamente le voci in rosso. Deo gratias.

NOMI???? Via, qualcuno…

Samantha, per i nostri 50 anni di amicizia, iniziata nel 1962 e mai interrotta. Una vita.

Serena, splendida amica da tempo, maestra ed esempio di professionalità. Un faro.

Michele, per quello che è, per come è. Il mio orgoglio.

Alessandro, una strada che si apre.

Conclusione:

La vecchiaia è una brutta bestia: fa diventare un po’ antipatici e sommamente selettivi. Mmmm, allora forse è una *bella* bestia, se ti concede il lusso di poter scegliere di chi circondarti! Il 2012 mi ha regalato questo.

BUON 2013 A TUTTI

Habemus peritum

Oggi, dodici dodici dodici,  il mio amico-pupillo-socio è diventato perito camerale. Il primo passo verso l’iscrizione all’albo dei CTU, visto che lui, da grande, vuole fare il traduttore giurato.

Ecco, gli ho attaccato la malattia 🙂

Ma sono contenta di questo contagio benigno e anche  di essere stata la causa della sua *devianza* da altri settori,  con conseguente approdo al giuridico.

Il sodalizio sta cominciando a dare i primi risultati!

ferromannoni

In bocca al lupo.